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Dazi USA: dall’automotive alla farmaceutica, i settori industriali più a rischio

L’annuncio dell’amministrazione Trump sull’introduzione di nuovi dazi per le importazioni negli Stati Uniti da Canada, Messico e Cina, in vigore dalla mezzanotte del 3 febbraio 2025, ha sollevato preoccupazioni in diversi settori industriali. Queste misure protezionistiche, già caratteristiche del primo mandato di Trump, potrebbero avere effetti significativi su vari comparti economici.

Fonte: Corriere it

Settore Automotive

Il settore automobilistico è tra i più colpiti. In Messico, l’industria automotive ha raggiunto un record storico di produzione nel 2024, esportando l’80% dei veicoli negli Stati Uniti, grazie anche alle agevolazioni dell’accordo di libero scambio. Tuttavia, i nuovi dazi potrebbero causare problemi alla catena di approvvigionamento, poiché i componenti attraversano il confine più volte prima dell’assemblaggio finale. Si prevedono rincari fino a tremila dollari per veicolo.

Settore Farmaceutico

Anche l’industria farmaceutica potrebbe subire conseguenze significative. Secondo lo US Bureau of Labor Statistics, il 40% dei farmaci utilizzati negli Stati Uniti è importato, principalmente da India ed Europa. Nel 2024, il mercato farmaceutico italiano ha registrato una crescita delle esportazioni verso gli USA, con un aumento di oltre 4,5 miliardi di dollari, includendo antibiotici e farmaci generici. I nuovi dazi potrebbero quindi rappresentare una minaccia per l’export italiano in questo settore.

Settore Energetico

Le importazioni di petrolio dal Canada rappresentano circa il 60% del totale di greggio che entra negli Stati Uniti. Per questo motivo, le tariffe sull’energia proveniente dal nord sono state fissate al 10%, inferiori al 25% applicato ad altre merci. Nonostante ciò, è previsto un aumento dei prezzi alla pompa, soprattutto nel Midwest, dove le raffinerie trasformano il petrolio canadese in benzina e diesel. Attualmente, gli USA importano circa 4 milioni di barili al giorno di petrolio canadese, il 70% dei quali è lavorato proprio nel Midwest.

Settore Agroalimentare

Il comparto agroalimentare non è esente dagli effetti dei nuovi dazi. L’80% degli avocado importati negli USA proviene dal Messico, che è la principale fonte estera di frutta e verdura per gli Stati Uniti, fornendo il 63% delle verdure e il 47% della frutta importata. Il Canada, invece, è il principale fornitore di cereali, bestiame, carne e zucchero. Le nuove tariffe potrebbero causare un aumento dei prezzi al dettaglio per frutta e verdura, con effetti visibili sugli scaffali dei supermercati nelle settimane successive all’implementazione dei dazi.

Prospettive Future

L’introduzione di questi dazi potrebbe innescare una serie di ritorsioni da parte dei Paesi colpiti. La presidente messicana, Claudia Sheinbaum, ha già annunciato l’intenzione di imporre dazi sugli Stati Uniti come misura di ritorsione, mentre il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha dichiarato che il Canada imporrà dazi doganali del 25% sui prodotti americani per un totale di 155 miliardi di dollari canadesi. Queste tensioni commerciali potrebbero avere ripercussioni significative sull’economia globale, influenzando le catene di approvvigionamento e i prezzi al consumo.

Conclusioni

Le nuove misure tariffarie introdotte dall’amministrazione Trump stanno generando incertezza in diversi settori industriali, con potenziali aumenti dei costi per produttori e consumatori. Le ripercussioni potrebbero estendersi oltre i confini statunitensi, influenzando le dinamiche commerciali globali e le relazioni economiche tra i Paesi coinvolti.



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