Scopri come Paolo Barelli, parlamentare e presidente della Federnuoto, abbia creato un sistema di potere tra Italia e Svizzera ora sotto indagine. Dalle società romane al collegamento con Miami, fino al ruolo di Unipol: tutti i dettagli sul “palazzo del nuoto”.

Paolo Barelli, ex nuotatore olimpionico diventato parlamentare di Forza Italia e presidente della Federazione Italiana Nuoto (FIN), è al centro di indagini sia in Italia che in Svizzera per presunti abusi di potere e gestione opaca dei fondi federali. Un sistema che intreccia politica, sport e affari personali ora sotto la lente della magistratura.
Due Procure, Una Rete di Interessi
La Procura di Morges, in Svizzera, sta indagando sulla gestione della Federazione Europea di Nuoto (LEN), presieduta da Barelli fino a febbraio 2022. Parallelamente, a Roma, il GIP ha respinto la richiesta di archiviazione, estendendo di sei mesi le indagini sui flussi finanziari legati alla FIN e alla LEN.
Al centro dell’indagine vi sono due piccole società romane – C.I.R. Aur, controllata all’80% dallo stesso Barelli, ed Elevan, di proprietà dell’agente assicurativo Andrea Polimeno. Queste società avrebbero emesso fatture per servizi di dubbia consistenza a favore della LEN.
La Florida Connection: Mattia Fella
Un altro personaggio chiave è Mattia Fella, imprenditore umbro trasferitosi a Miami. La sua società Prime International Consulting ha effettuato bonifici alla moglie di Barelli per “consulenza logistica”. Attraverso Eurozona, società perugina controllata da Prime International, Fella ha ottenuto numerosi appalti dalla FIN per eventi celebrativi e ricerca sponsor.
Unipol: Sponsor e Padrone di Casa
Particolarmente significativo il rapporto con Unipol, che è contemporaneamente:
- Proprietaria dell’abitazione romana di Barelli
- Sponsor della FIN e della LEN
- Cliente dell’agenzia di Polimeno, che gestisce le polizze di oltre 280.000 tesserati FIN
La Caduta del Re del Nuoto
La prima crepa nel sistema è emersa a febbraio 2022, quando un congresso straordinario a Francoforte ha eletto il portoghese Antonio José Silva alla presidenza della LEN. Barelli, che non ha ripresentato la candidatura, ha accusato i rivali di aver orchestrato un complotto per azzerare l’autonomia della federazione europea.
Ora, con la LEN costituitasi parte lesa nel procedimento svizzero, il “re Mida delle piscine” rischia di vedere compromessa non solo la sua immagine, ma anche la poltrona di presidente della FIN che occupa da due decenni.
