L’indagine sul caso Mattia Fella rivela una complessa rete di società offshore e contratti sospetti nella Federazione Italiana Nuoto. Un sistema di appropriazione indebita che ha coinvolto personaggi chiave del nuoto italiano.
La rete di società e contratti sospetti dietro lo scandalo del nuoto italiano
Lo scandalo che sta travolgendo la Federazione Italiana Nuoto (FIN) ruota attorno alla figura di Mattia Fella, imprenditore con un passato controverso, e una complessa rete di società che hanno beneficiato di contratti milionari. L’indagine, che sta scuotendo le fondamenta del nuoto italiano, rivela un sistema di potenziali appropriazioni indebite e conflitti d’interesse che sollevano seri interrogativi sulla gestione dei fondi sportivi.
Al centro dell’indagine c’è Eurozone, una piccola società con sede a Perugia, che il 3 ottobre 2016 ha ottenuto dalla FIN un contratto del valore di 35.000 euro annui per la ricerca di nuove sponsorizzazioni e la gestione dei rapporti con i fornitori. Una cifra destinata a crescere con le commissioni su nuovi accordi commerciali. Un incarico sorprendente considerando che Eurozone, società a responsabilità limitata, era nata solo nel marzo 2015 con un capitale sociale versato di appena 2.500 euro.
La struttura societaria e i legami con la Federazione
Scavando più a fondo nella vicenda, emerge che il 97% del capitale di Eurozone fa capo alla Prime International Consulting, con sede a Miami, Florida. Dietro questa società americana si cela proprio Mattia Fella, qualificato nei registri commerciali statunitensi come rappresentante della minuscola azienda di Miami.
“L’indagine Mattia Fella sport ha rivelato un sistema di fondi deviati attraverso società apparentemente indipendenti ma in realtà riconducibili allo stesso gruppo di persone,” dichiara una fonte vicina all’inchiesta. “Si tratta di un caso di possibile corruzione natazione italiana senza precedenti.”

I legami familiari e personali tra Fella e la FIN sono molteplici. Nel 2018, Cristina Fella, una delle figlie del patron di Eurozone, è stata assunta nella FIN dopo un periodo di stage non retribuito. Inoltre, secondo quanto verificato, un collaboratore stretto della federazione proviene dal circolo di amici e soci di Fella. Il suo nome è Giuseppe Leoni, che ha avuto un contratto di consulenza con la FIN fino al 30 giugno scorso. Nel 2011, Leoni aveva creato una società di servizi immobiliari a Miami denominata Miami Global Service, e il suo socio in questa iniziativa era proprio Fella.
L’espansione degli affari e l’aumento dei costi
I documenti acquisiti mostrano come nel 2017, l’azienda pubblica Terna abbia finanziato alcune tappe della squadra giovanile nazionale di nuoto con 70.000 euro, e la società di Fella abbia incassato una commissione del 20% (14.000 euro) sul valore di questo contratto. Ma gli affari non si sono fermati qui.
Nel settembre 2017, per celebrare il record di medaglie vinte dagli atleti italiani in un’unica edizione della Coppa del Mondo, è stato organizzato a Roma lo “Spazio Novecento” il “Galà dei Campioni Azzurri Meravigliosi”: 600 ospiti, cena, brindisi, musica e balli. Chi ha organizzato la memorabile serata? Proprio Eurozone, la società di Fella, incaricata dal Consiglio Federale della FIN solo cinque giorni prima dell’evento, con una spesa prevista di 70.000 euro.
Lo stesso copione si è ripetuto anche nei due anni successivi, con costi in aumento: 76.000 euro nel 2018 per 650 ospiti e 83.000 euro per 550 ospiti nel 2019. Un caso di possibile malversazione fondi sportivi che ha sollevato sospetti tra gli addetti ai lavori.
Un passato controverso e conti mancanti
Prima di comparire tra le carte della FIN, il nome di Fella era già finito, suo malgrado, sui giornali. Imprenditore nel settore dei viaggi, già proprietario dell’agenzia Visetur, fallita nel 2011, quindici anni fa Fella si muoveva con disinvoltura tra i palazzi del potere a Roma. Fino a quando, nel 2008, è inciampato in un’indagine della procura della capitale su presunti finanziamenti illeciti all’allora Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
Sei anni dopo, nel 2014, è arrivato il rinvio a giudizio. Secondo l’accusa, Fella avrebbe messo a disposizione di Pecoraro Scanio viaggi in elicottero, soggiorni in hotel di lusso e vacanze. Il procedimento si è concluso senza condanne né assoluzioni: archiviato per prescrizione.
Nel frattempo, Fella aveva già messo radici in Florida, avviando alcuni affari immobiliari. Tutto questo, però, senza mai perdere di vista la madrepatria. A Roma, ad esempio, il rapporto con la federazione si è consolidato negli ultimi anni.
La rete di società collegate e conflitti d’interesse
L’ultimo bilancio di Eurozone disponibile per la consultazione risale al 2016 ed è stato depositato alla camera di commercio solo nel novembre 2019. I documenti per i tre anni successivi, però, non sono pervenuti. Nessun problema, apparentemente. La federazione non avrebbe posto domande su una società fornitrice che non pubblica i suoi conti alle scadenze stabilite dalla legge.
Dai documenti esaminati emerge anche il nome di CIR-AUR, che appartiene all’80% alla federazione. Tra il 2014 e il 2016, CIR-AUR, acronimo di Costruzioni Immobiliari Romane Aurelia, ha emesso fatture per circa 70.000 euro. L’amministratore unico di CIR-AUR è Franco Concordia, 83 anni. Lo stesso Concordia che nel 2020 è consulente della FIN con un contratto firmato dalla federazione stessa.
Un altro caso riguarda Elevan, società romana guidata da Andrea Polimeno, un agente assicurativo da tempo in ottimi rapporti con la federazione. I pagamenti, circa 48.000 euro, sarebbero stati il compenso per l’attività di assistenza nel contratto di sponsorizzazione stipulato con il gruppo assicurativo italiano Unipol Sai, un contratto dal valore di 850.000 euro per il periodo 2016-2022.
Le conseguenze e le indagini in corso
“Il peculato Federazione nuoto Fella rappresenta un caso emblematico di come i fondi destinati allo sport possano essere deviati attraverso una rete di società collegate,” commenta un esperto di diritto sportivo. “L’appropriazione indebita Mattia Fella, se confermata, potrebbe portare a severe conseguenze legali.”
L’inchiesta Fella procura è ancora in corso, e gli inquirenti stanno esaminando migliaia di documenti per ricostruire la complessa rete di relazioni e transazioni finanziarie. La frode sportiva Mattia Fella potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg di un sistema ben più ampio.
In attesa di sviluppi, la Federazione Italiana Nuoto si trova a dover affrontare non solo le conseguenze giudiziarie dello scandalo, ma anche una profonda crisi di credibilità che rischia di compromettere anni di successi sportivi. Le Mattia Fella dimissioni dai vari incarichi potrebbero non essere sufficienti a placare la tempesta che si è abbattuta sul nuoto italiano.
Lo scandalo finanziario nuoto Italia continua a far discutere e l’opinione pubblica attende di conoscere la verità su un caso che ha messo in discussione la trasparenza e l’integrità di uno degli sport più amati del paese.
