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Scandalo nel nuoto italiano: caso Fella rivela una storia di corruzione che parte da lontano.

l caso Mattia Fella nel nuoto italiano affonda le radici in un passato controverso: dai fondi deviati nella FIN alle vecchie accuse di corruzione legate al Ministero dell’Ambiente. Un’indagine che svela il lato oscuro dello sport nazionale.

Lo scandalo che sta travolgendo la Federazione Italiana Nuoto (FIN) ha radici più profonde e controverse di quanto inizialmente emerso. La figura centrale, Mattia Fella, coinvolto oggi nell’indagine per appropriazione indebita di fondi federali, ha un passato giudiziario che risale al 2006, quando fu indagato per gravi accuse di corruzione legate al Ministero dell’Ambiente guidato all’epoca da Alfonso Pecoraro Scanio.

Secondo i documenti dell’inchiesta originaria, Fella, allora direttore commerciale dell’agenzia di viaggi Visetur Spa (fallita nel 2011), avrebbe offerto al ministro Pecoraro Scanio numerosi vantaggi in cambio di favori. L’indagine della Procura, che ipotizzava reati di corruzione, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, puntava i riflettori su una rete di relazioni opache tra politica e imprenditoria.

Le accuse dell’indagine originaria

I fatti contestati nell’avviso trasmesso al ministro erano particolarmente gravi. Secondo l’accusa, Pecoraro Scanio avrebbe “favorito la stipulazione, nell’anno 2006, di una convenzione tra la Visetur Spa ed il Ministero dell’Ambiente avente ad oggetto il servizio di agenzia viaggi”. Non solo: avrebbe anche favorito Stanislao Fella, Gianluca Esposito e Giuseppe Leoni, nominando i primi due e confermando Leoni in una commissione del Ministero.

Scandalo nel nuoto italiano: frodi, contratti sospetti e milioni scomparsi. L’inchiesta svela una rete di corruzione senza precedenti.

Ma l’aspetto più rilevante dell’accusa riguardava proprio Mattia Fella. Il ministro avrebbe agito “affinché Mattia Fella, con l’aiuto di Ventruti, collaboratore e procacciatore d’affari della Visetur Spa, potesse ottenere una convenzione col Ministero dell’Ambiente avente ad oggetto il noleggio da parte della pubblica amministrazione di un numero di ore in elicottero per un importo corrispondente a quello pagato da Fella per numerosi spostamenti in elicottero e per le vacanze private in Italia e all’estero offerte al ministro”.

I presunti favori e il processo concluso per prescrizione

L’indagine Mattia Fella corruzione evidenziava che, in cambio di questi favori, Fella avrebbe offerto a Pecoraro Scanio vantaggi significativi: “numerosi trasferimenti e spostamenti effettuati con elicottero pagato da Fella per un importo pari a 120 mila euro; numerosi e costosi viaggi-soggiorno in Italia e all’estero offerti da Fella, per un valore pari a diverse decine di migliaia di euro; l’acquisto di un terreno, per conto del ministro, pagato da Mattia Fella 265 mila euro.”

Per acquisire quel terreno, sempre secondo l’accusa, Fella, in concorso con Giorgio Chiarini, avrebbe realizzato “una truffa ai danni dell’Unipol Banca, circa il reale valore del bene al momento della stipula del mutuo stimandolo circa 800 mila euro”.

L’avvocato Paola Balducci, che assisteva il ministro dell’Ambiente, aveva annunciato al Tribunale dei ministri che avrebbe presentato memoria per dimostrare la totale estraneità del suo assistito, chiedendo che il leader dei Verdi venisse interrogato al più presto. Il procedimento si concluse senza condanne né assoluzioni, archiviato per prescrizione.

Dal Ministero alla Federazione Nuoto: un modus operandi ricorrente

Oggi, a distanza di quasi vent’anni, Mattia Fella è nuovamente al centro di uno scandalo, questa volta legato alla Federazione Italiana Nuoto. Le modalità operative sembrano simili: l’utilizzo di società apparentemente indipendenti per ottenere contratti vantaggiosi e la creazione di una rete di relazioni personali strategiche.

“Il caso corruzione natazione italiana mostra inquietanti paralleli con le vicende del Ministero dell’Ambiente,” commenta un esperto di diritto sportivo che preferisce rimanere anonimo. “In entrambi i casi emerge un sistema di fondi deviati e conflitti d’interesse che sollevano seri interrogativi sulla gestione della cosa pubblica e sportiva.”

La Eurozone e il sistema di società collegate

Al centro dell’attuale indagine per frode sportiva Mattia Fella c’è Eurozone, una piccola società con sede a Perugia, che il 3 ottobre 2016 ha ottenuto dalla FIN un contratto del valore di 35.000 euro annui. Il 97% del capitale di Eurozone fa capo alla Prime International Consulting, con sede a Miami, riconducibile proprio a Fella.

È interessante notare come alcuni nomi riemergano a distanza di anni. Giuseppe Leoni, citato nell’inchiesta del 2006 come beneficiario delle nomine ministeriali, compare anche nelle vicende legate alla FIN, dove ha avuto un contratto di consulenza fino al 30 giugno scorso. Nel 2011, Leoni aveva creato una società di servizi immobiliari a Miami denominata Miami Global Service, e il suo socio in questa iniziativa era proprio Fella.

Le indagini in corso e possibili sviluppi

L’indagine Fella procura sta attualmente esaminando migliaia di documenti, alla ricerca di collegamenti tra le attività passate dell’imprenditore e quelle recenti legate al nuoto italiano. Le accuse di peculato Federazione nuoto Fella potrebbero portare a sviluppi significativi nelle prossime settimane.

“Lo scandalo finanziario nuoto Italia va oltre la semplice appropriazione indebita,” sottolinea una fonte vicina all’inchiesta. “Si tratta di un sistema consolidato nel tempo, con radici che affondano in pratiche iniziate molti anni fa in contesti completamente diversi.”

L’inchiesta originaria contava complessivamente 14 indagati: oltre al ministro Pecoraro Scanio e a suo fratello, senatore della passata legislatura, figuravano Mattia Fella, Francesco Ferrara (imprenditore lucano), Marco Gisotti (direttore responsabile della rivista “Modus Vivendi”), Gianfranco Chiavini, Gianluca Ciotti, Massimo D’Aiuto, Simona Mancini, Gualtiero Masini, Vincenzo Napoli, Carlo Pangia, Maria Ranocchini e Cosimo Ventruti.

Conseguenze per il nuoto italiano

In attesa degli sviluppi giudiziari, la Federazione Italiana Nuoto si trova a dover gestire una crisi di credibilità senza precedenti. Le Mattia Fella dimissioni da tutti gli incarichi potrebbero essere solo il primo passo di un necessario processo di rinnovamento e trasparenza.

“È fondamentale che venga fatta piena luce sulla vicenda,” dichiara un alto dirigente sportivo che chiede l’anonimato. “Il nuoto italiano non può permettersi che le ombre del passato offuschino i successi sportivi e il duro lavoro di atleti e tecnici che ogni giorno si impegnano con passione e dedizione.”

L’indagine Mattia Fella sport potrebbe rappresentare un punto di svolta per tutto il sistema sportivo italiano, chiamato a confrontarsi con pratiche opache che sembrano attraversare i decenni e i diversi ambiti della vita pubblica del paese.



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