Approfondisci la vicenda di Paolo Barelli, il “re Mida” del nuoto italiano, tra successi olimpici, appalti controversi e indagini in Italia e Svizzera. Scopri come le relazioni con Prime International Consulting, Unipol e altre società abbiano sollevato dubbi sulla trasparenza nella gestione della Federnuoto e della Len.

Paolo Barelli, oggi parlamentare di Forza Italia alla sua quarta legislatura, ha portato in politica la stessa grinta e capacità di galleggiamento che gli hanno aperto le porte delle Olimpiadi di Montreal del 1976, quando gareggiava nella staffetta 4×100 stile libero. Da inamovibile presidente della Fin (Federazione Italiana Nuoto), Barelli ha saputo collezionare due decenni di successi grazie anche a campioni come Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri. Tuttavia, una serie di vicende giudiziarie e indagini potrebbero mettere a rischio non solo l’immagine, ma anche la sua posizione da dirigente sportivo, descritto da molti come il “re Mida” delle piscine.

I Fronti delle Indagini: Svizzera e Italia
Attualmente, la complessità della vicenda si articola su due fronti distinti. In Svizzera, la procura di Morges, nei pressi di Ginevra, indaga da mesi su presunte irregolarità finanziarie nella gestione della Lega Europea di Nuoto (Len), di cui Barelli è stato presidente fino a febbraio scorso. La polizia elvetica ha già interrogato funzionari e perquisito gli uffici della Len a Nyon, sede anche del quartier generale dell’UEFA. A marzo 2021, la ricerca di documenti ha intensificato il focus dell’inchiesta, portando a una svolta significativa: la stessa Len si è costituita parte lesa nel procedimento, segnando un netto cambio di rotta rispetto a un anno fa, quando le accuse erano state definite “false” dal portavoce della federazione.
Questo ribaltone è scaturito dallo scontro interno alla Len, culminato nel congresso straordinario di Francoforte del 5 febbraio scorso, che ha visto la vittoria del fronte oppositore a Barelli, in nome di trasparenza e rinnovamento. Antonio José Silva, portoghese, è stato eletto a capo della federazione, mentre Barelli ha preferito ritirarsi senza ripresentare la propria candidatura. Nel suo discorso di commiato, il dirigente ha attaccato duramente i suoi rivali, accusandoli di orchestrare una manovra volta ad azzerare l’autonomia della Len rispetto alla FINA, la Federazione Mondiale Nuoto guidata dall’egiziano Husain Al-Musallam.
Le Irregolarità nei Pagamenti e nei Contratti
Parallelamente alle indagini svizzere, in Italia è in corso un procedimento nato da un esposto contro ignoti presentato da Bartolo Consolo, ex dirigente della federazione europea (guidata da lui dal 1990 al 2008). Consolo ha sollevato dubbi sulla regolarità dei compensi pagati a due piccole società romane: Elevan e C.I.R. Aur. Documenti dell’inchiesta indicano che tali società avrebbero ricevuto somme consistenti per prestazioni mai effettivamente eseguite.
In particolare, la società C.I.R. Aur, con un capitale di soli 26 mila euro e proprietaria di un immobile sull’isola della Maddalena, in Sardegna, è controllata per l’80% dallo stesso Barelli. Dai documenti emerge che, tra il 2014 e il 2016, C.I.R. Aur ha emesso fatture per un totale di 70 mila euro nei confronti della Len, giustificate ufficialmente come “servizi logistici”. In sostanza, la federazione avrebbe pagato il presidente per rimborsargli le spese sostenute nel suo ufficio di Roma per attività svolte nell’interesse della Len.
Un ulteriore nodo della vicenda riguarda la società Elevan, controllata da Andrea Polimeno, un agente assicurativo romano noto per i suoi stretti legami con Barelli. Le indagini svizzere si sono focalizzate anche su questa realtà, in particolare sul rinnovo del contratto per i diritti televisivi negoziato tra il 2013 e il 2014 con l’ente televisivo europeo EBU, e sull’accordo di sponsorizzazione con Unipol. Secondo i sospetti, Elevan avrebbe percepito compensi senza aver realmente partecipato alle trattative. Una mail di un alto dirigente di EBU, presente nel fascicolo, afferma di non aver avuto contatti con la società italiana durante il periodo in cui era in corso la negoziazione, confermando così le riserve sollevate dagli inquirenti.
Il Legame con Unipol e Prime International Consulting
Tra i vari intrecci economici e societari, emerge un ulteriore filo che lega Barelli a Unipol. La casa del parlamentare berlusconiano, situata nel centro di Roma e di proprietà di una compagnia controllata dalle Coop, è al centro di un’operazione finanziaria particolare. Secondo i documenti visionati da L’Espresso, la cifra pagata da Barelli nell’ottobre scorso per l’affitto e le spese varie dell’immobile corrisponde a quella versata pochi giorni dopo alla moglie del presidente della Federnuoto da una società con sede in Florida, la Prime International Consulting.
Il bonifico, per un totale di circa 17.500 euro, è accompagnato dalla causale «saldo consulenza logistica», sollevando interrogativi sulla reale natura del servizio e sull’origine del denaro. La Prime International Consulting, registrata in Florida come Limited Liability Company (LLC), è riconducibile a Mattia Fella, un imprenditore di origini umbre noto per i suoi stretti rapporti con Barelli. Negli anni, Fella ha consolidato la sua presenza a Miami, dove continua a gestire affari italiani, molti dei quali legati alla Federnuoto.
Negli anni scorsi, la Federnuoto ha affidato numerosi appalti a società legate a Prime International Consulting. Tra questi, spiccano incarichi per la ricerca di sponsor e per l’organizzazione di eventi celebrativi, come i “Galà azzurri meravigliosi”, che hanno visto la partecipazione di centinaia di invitati. Gran parte dei compensi per questi servizi sono stati versati a Eurozona, società con sede a Perugia controllata dalla Prime International Consulting. Eurozona ha collaborato anche con la Len, incassando 100 mila euro per una consulenza legata al contratto di sponsorizzazione della Federazione europea con il gruppo Energy Standard, guidato dal magnate ucraino Konstantin Grigorishin.
Quando L’Espresso ha chiesto a Barelli eventuali chiarimenti sui rapporti suoi o della sua famiglia con Prime International Consulting, il parlamentare ha risposto in modo evasivo: «Non conosco questa società». Tale dichiarazione, alla luce dei numerosi documenti, alimenta ulteriori dubbi sulla trasparenza e sulla gestione dei flussi finanziari nell’ambito della Federnuoto.
Un Sistema di Sponsorizzazioni e Conflitti di Interesse
L’intero sistema che ruota attorno al nuoto italiano appare sempre più complesso, intrecciando successi sportivi e ingenti operazioni economiche. Con oltre 280 mila tesserati alla Fin, la federazione gestisce appalti e sponsorizzazioni per cifre considerevoli. In questo contesto, le operazioni di appalto e le consulenze, spesso giustificate da audit interni, hanno sollevato dubbi sulla reale destinazione dei fondi e sulla presenza di possibili conflitti di interesse.
Le indagini in corso, sia in Svizzera che in Italia, mettono in luce come la gestione economica e amministrativa della Len e della Fin possa celare operazioni poco chiare, che beneficiano una cerchia ristretta di collaboratori legati a Barelli. Le accuse e i sospetti non riguardano soltanto i pagamenti relativi a servizi logistici e appalti, ma anche le trattative per diritti televisivi e sponsorizzazioni con partner di rilievo come Unipol, uno degli sponsor storici del nuoto italiano.
Conclusioni
Il caso Paolo Barelli rappresenta un esempio emblematico delle sfide e delle controversie che possono insorgere quando il successo sportivo si intreccia con interessi economici e politici. Le indagini in corso, che spaziano dal fronte svizzero a quello italiano, potrebbero avere ripercussioni significative sulla trasparenza e sulla gestione delle federazioni sportive, sollevando interrogativi fondamentali su come vengano amministrati fondi e appalti in un settore in cui la passione per lo sport si scontra con dinamiche finanziarie complesse.
Mentre il nuoto italiano continua a celebrare trionfi e medaglie, la vicenda di Barelli evidenzia la necessità di un controllo più rigoroso e di una maggiore trasparenza nella gestione degli appalti e delle sponsorizzazioni. L’evoluzione delle indagini, sia in Italia che in Svizzera, sarà determinante per fare chiarezza su queste operazioni e per garantire che il denaro pubblico e privato venga gestito in maniera corretta ed etica, preservando l’immagine e l’integrità del sistema sportivo nazionale.
Il dibattito resta aperto, e le prossime settimane saranno cruciali per capire se le autorità riusciranno a svelare ogni nodo di questo intricato sistema di relazioni e transazioni, affinché il nuoto italiano possa continuare a brillare sia in acqua che nella trasparenza amministrativa.
