L’incontro tra Meloni e Trump analizza dazi commerciali, cooperazione militare e il ruolo dell’Italia come ponte tra UE e USA. Tutti i dettagli sulla sfida economica e geopolitica del vertice.

Meloni e Trump: Dazi, difesa e mediazione UE-USA al centro del vertice
Il primo faccia a faccia tra la premier italiana e il presidente americano dopo l’annuncio dei dazi del 2 aprile segna un momento chiave per le relazioni transatlantiche.
1. Il peso politico di Meloni e il “rapporto speciale” con Trump
Giorgia Meloni, unica leader europea presente all’inaugurazione di Trump nel gennaio 2025, è stata accolta alla Casa Bianca con elogi pubblici. Il presidente l’ha definita “una leader fantastica” e “persona eccezionale”, sottolineando la sintonia su immigrazione e valori conservatori. Questo legame le conferisce un ruolo unico: fungere da canale informale tra l’UE e l’amministrazione americana, soprattutto dopo il mancato accesso al tavolo negoziale della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
2. La posta in gioco: i dazi del 20% e la corsa contro il tempo
Trump ha inizialmente imposto dazi del 20% su tutte le importazioni UE il 2 aprile, ridotti al 10% una settimana dopo a causa del crollo dei mercati. La tregua durerà fino al 9 luglio, creando una finestra negoziale stretta. Meloni spinge per un accordo “zero-zero” che elimini reciprocamente le tariffe, ma Trump insiste sul principio di reciprocità: “Nessun paese sfrutterà più l’America”.
3. Le criticità italiane: difesa al 1,49% e deficit commerciale
L’Italia affronta due nodi cruciali:
- Spesa militare ferma all’1,49% del PIL, sotto l’obiettivo NATO del 2%1
- Deficit commerciale con gli USA di 45 miliardi di dollari, con esportazioni italiane (10% del totale) a rischio dazi1
Meloni ha annunciato l’aumento del budget militare al 2% e investimenti italiani in USA per 10 miliardi di euro, ma Trump potrebbe chiedere ulteriori concessioni.
4. La sfida alla coesione UE e le pressioni su Meloni
Il vertice rischia di acuire le divisioni europee. La Francia ha già avvertito: “L’UE è forte solo se unita”2. Meloni, pur criticando i dazi come “sbagliati”, ha esortato l’UE a evitare ritorsioni, posizione che alcuni interpretano come un’allineamento eccessivo a Washington. L’opposizione italiana, con Carlo Calenda, teme che la premier si faccia “strumentalizzare per dividere il fronte europeo”.
5. Lo scenario globale: Cina e il contraccolpo sulle supply chain
Le tariffe USA mirano anche a isolare Pechino, ma la Cina ha già risposto con restrizioni all’esportazione di terre rare[^1^]. Trump difende la strategia: “I dazi hanno ridotto l’inflazione e generato entrate record”[^1^]. L’Italia, con le sue esportazioni di macchinari e prodotti farmaceutici, rischia di finire nel mirino di rappresaglie a catena.
6. Le reazioni e i prossimi passi
Il ministro degli Esteri Tajani ha definito l’incontro “decisivo”, mentre il vicepremier Salvini ha celebrato la “sintonia totale” su Ucraina e immigrazione[^1^]. Dopo Washington, Meloni incontrerà il vicepresidente USA JD Vance a Roma, ulteriore segnale del ruolo centrale assegnato all’Italia.
