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La Danimarca rafforza l’alleanza con la Groenlandia tra le pressioni statitensi.

La visita di Frederiksen e la difesa dell’integrità tertoriale.

Aerial view of a snow-covered coastal town in Greenland, with colorful houses scattered across the icy landscape and mountains in the background, symbolizing Arctic resilience and national identity

Aprile 2025, la premier danese Mette Frederiksen ha ribadito l’integrità territoriale della Groenlandia durante una visita ufficiale, definendo “inaccettabili” le pressioni statunitensi per l’annessione dell’isola artica. Frederiksen ha annunciato un potenziamento militare con navi polari, droni a lungo raggio e sistemi satellitari, sottolineando che la Groenlandia è parte della NATO e che la Danimarca è pronta a discutere una maggiore presenza statunitense nell’ambito degli accordi esistenti.

Le ambizioni di Trump e la rispta groenlandese

Donald Trump ha riproposto l’obiettivo di acquisire la Groenlandia, citandone l’importanza strategica nell’Artico e le risorse minerarie (tra cui il 25% delle riserve globali di terre rare). Tuttavia, un sondaggio di gennaio 2025 ha rivelato che l’85% dei groenlandesi si oppone all’annessione. Il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha dichiarato: “Non saremo mai una merce di scambio”, accelerando i piani per l’indipendenza dalla Danimarca, prevista entro il 2040.

La visita controversa di JVance

Il 28 marzo, il vicepresidente statunitense JD Vance ha visitato la base militare di Pituffik in Groenlandia, criticando la Danimarca per aver “trascurato la sicurezza” dell’isola. Vance ha affermato che gli USA non useranno la forza militare, ma contano sull’indipendenza groenlandese per negoziare direttamente. La visita, inizialmente pianificata senza consultare le autorità locali, è stata ridotta a un giorno dopo le proteste di Copenaghen e Nuuk.

Reazioni internazionali e tsioni economiche

L’UE ha espresso sostegno alla Danimarca, mentre la Russia ha intensificato esercitazioni militari vicino allo spazio aereo groenlandese. Intanto, in Danimarca è cresciuto un boicottaggio dei prodotti statunitensi, con vendite di Tesla crollate del 50% e stime di Goldman Sachs che prevedono un impatto fino allo 0,3% sul PIL danese.

Il futuro dell’indipendenzaroenlandese

I partiti groenlandesi hanno formato un governo di coalizione in risposta alle pressioni USA, ma restano divisi sui tempi dell’indipendenza: alcuni propongono il 2030, altri chiedono un’azione immediata. La Danimarca, dal canto suo, sta negoziando un nuovo accordo di difesa con gli USA che prevede l’accesso a basi militari, pur mantenendo la sovranità sull’isola.

Gli analisti individuano tre possibili sviluppi:

  1. Stallo diplomatico con attriti continui tra USA e Danimarca.
  2. Guerra economica con dazi statunitensi e contromisure europee.
  3. Accelerazione dell’indipendenza groenlandese con investimenti cinesi o russi



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