Il Regno di Paolo Barelli nella Federnuoto

C’è un uomo solo al comando del nuoto italiano: Paolo Barelli. Berlusconiano di ferro, senatore per tre legislature e ora deputato di Forza Italia, Barelli è presidente della Federazione Italiana Nuoto (FIN) dal 2000. Da vent’anni, il suo nome è sinonimo di successi sportivi, grazie a campioni del calibro di Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri. Ma dietro le medaglie e la gloria, si cela una rete intricata di appalti, consulenze e affari che coinvolgono amici, parenti e società a lui vicine. Un sistema che muove milioni di euro pubblici e privati, e che ora rischia di travolgere il “re Mida” dello sport acquatico italiano.
Barelli e la Giostra dei Milioni: Sponsor, TV e Appalti
Il successo sportivo porta sponsor e visibilità, ma anche una pioggia di soldi. La FIN può contare su circa 180.000 tesserati e un bilancio da oltre 40 milioni di euro, di cui un terzo arriva da contributi pubblici tramite il CONI. Solo il calcio riceve più fondi dallo Stato. In questo contesto, Barelli ha costruito un vero e proprio impero, gestendo direttamente o indirettamente appalti e consulenze milionarie.
Un esempio emblematico è il caso di Eurozona, una piccola azienda di Perugia fondata nel 2015 con soli 2.500 euro di capitale. Nel 2016, il consiglio della FIN presieduto da Barelli affida a Eurozona la ricerca di sponsorizzazioni e la gestione dei fornitori, con un contratto da 35.000 euro l’anno più provvigioni. Un anno dopo, Eurozona incassa altri 20.000 euro per “assistenza commerciale” in un contratto di sponsorizzazione per la LEN, la Lega Europea del Nuoto, anch’essa guidata da Barelli.
Società Offshore e Legami Personali: Il Caso Fella
Dietro Eurozona si nasconde la Prime International Consulting, con sede a Miami, Florida, riconducibile all’italiano Mattia Fella. Fella non è un semplice imprenditore: nel 2018, sua figlia Cristina viene assunta in Federnuoto, e un suo socio, Giuseppe Leoni, è stato consulente della FIN e amministratore di Punto Sport, società controllata al 90% da Barelli. Punto Sport gestisce il Villa Bonelli Sporting Center, uno dei centri sportivi più noti di Roma.
Fella è un nome già noto alle cronache: nel 2008 fu coinvolto in un’inchiesta per presunti finanziamenti illeciti all’ex ministro Pecoraro Scanio, chiusa poi per prescrizione. Ma la sua presenza nel mondo dello sport non si è mai interrotta, consolidando negli anni il rapporto con Barelli.
Gala, Feste e Affari: Eurozona Sempre Protagonista
Il legame tra Barelli e Fella si rafforza anche attraverso eventi e gala. Nel 2017, la FIN affida a Eurozona l’organizzazione del “Galà dei Campioni Azzurri Meravigliosi”, una serata da 70.000 euro per celebrare le vittorie della nazionale. L’incarico viene rinnovato anche negli anni successivi, con costi crescenti: 76.000 euro nel 2018 e 83.000 euro nel 2019. In totale, centinaia di migliaia di euro finiscono nelle casse di una società i cui bilanci, dal 2016 in poi, sono un mistero.
La Rete delle Società Amiche: Cir.Aur. e Elevan
Non solo Eurozona. Un altro nome che emerge è quello di Cir.Aur. (Costruzioni Immobiliari Romane Aurelia), controllata all’80% da Barelli e al 10% da Antonio De Pascale, consigliere federale FIN. Tra il 2014 e il 2016, Cir.Aur. ha emesso fatture per circa 70.000 euro alla LEN, quando Barelli era già presidente. I pagamenti, giustificati come “servizi logistici”, sono serviti a coprire spese di ufficio a Roma per la LEN.
C’è poi la società romana Elevan, guidata da Andrea Polimeno, agente assicurativo legato da anni a Barelli. Elevan ha ricevuto circa 48.000 euro per consulenze relative al contratto di sponsorizzazione tra LEN e Unipol Sai (850.000 euro tra 2016 e 2022). Polimeno, titolare anche della Assieur Consulting, gestisce tutte le polizze dei tesserati FIN, creando un evidente conflitto di interessi.
Denunce, Archiviazioni e Silenzi: Il Sistema Barelli Sotto la Lente
Nel gennaio 2020, Bartolo Consolo, ex presidente LEN, presenta una denuncia dettagliata su questi intrecci. In pochi giorni, la federazione europea archivia tutto in gran segreto, definendo le accuse “senza fondamento”. Barelli si difende: “C’è stato un audit interno, tutto regolare”. Ma il dossier è ora sul tavolo del procuratore federale della FIN, che dovrà decidere se aprire un’istruttoria.
Conclusioni: Una Questione di Trasparenza e Etica nello Sport
La vicenda Barelli solleva interrogativi profondi sulla gestione dei soldi pubblici nello sport italiano. Appalti, consulenze e incarichi sembrano premiare sempre gli stessi nomi, in un sistema chiuso che rischia di minare la credibilità della Federnuoto e dello sport nazionale. La trasparenza e l’etica dovrebbero essere i pilastri di ogni federazione, soprattutto quando si tratta di fondi pubblici e di giovani atleti che rappresentano il futuro del Paese.
