
Contratti, consulenze e finanze nella Federazione Italiana Nuoto sotto la lente
Negli ambienti sportivi e istituzionali italiani, emerge un caso che mette al centro della scena la gestione dei fondi pubblici: la Federazione Italiana Nuoto (FIN), guidata da Paolo Barelli, è finita sotto accusa per aver concesso contratti e incarichi a imprese e consulenti legati al suo cerchio di relazioni. Al centro delle polemiche c’è la figura di Mattia Fella, imprenditore con legami diretti e indiretti con Barelli. Questa ricostruzione aggiornata indaga la natura e le conseguenze di tale intreccio.
1. La Federazione Italiana di Nuoto sotto Barelli
1. Il potere federale di Paolo Barelli
Paolo Barelli ha mantenuto la presidenza della FIN per oltre un decennio, accumulando influenza nel panorama sportivo italiano. Sotto la sua guida, la federazione ha ottenuto risultati sportivi rilevanti, ma la gestione finanziaria ha sollevato dubbi sulla trasparenza degli appalti e delle consulenze.
Le accuse principali riguardano favoritismi e conflitti d’interesse, con affidamenti a società vicine al presidente, che mettono in discussione i criteri di selezione e la correttezza dei meccanismi interni.
2. Il caso Eurozona e il ruolo di Fella
Uno degli snodi più discussi del dossier è il contratto del 3 ottobre 2016 affidato dalla FIN a Eurozona, società con sede a Perugia, per la ricerca di sponsor e la gestione delle relazioni con fornitori. Il valore stimato: 35.000 € annui + commissioni.
Ciò che alimenta lo scandalo: Eurozona è controllata per il 97 % da Prime International Consulting, società statunitense di Miami la cui rappresentanza è attribuita a Mattia Fella. lespresso.it
Questo collegamento solleva domande: come è avvenuta la selezione? Chi ha valutato la sua idoneità?
3. Intrecci personali, assunzioni e relazioni
La relazione tra Barelli e Fella va oltre la semplice collaborazione professionale:
- Nel 2018, Cristina Fella, figlia di Mattia, è stata assunta dalla FIN dopo un periodo di stage non retribuito — un episodio che rafforza l’ipotesi di rapporti “di favore”. lespresso.it+1
- Giuseppe Leoni, collaboratore stretto di Barelli, è stato partner di Fella nella creazione della società Miami Global Service nel 2011.
- Leoni è oggi amministratore unico di Punto Sport, società romana controllata al 90 % da Barelli, che gestisce il centro sportivo Villa Bonelli. Il restante 10 % è di Antonio De Pascale, consigliere federale alla FIN. lespresso.it+1
Questi intrecci mostrano una rete tanto professionale quanto personale, su cui grava l’accusa principale: che certe decisioni federali siano state influenzate da legami fiduciari piuttosto che da criteri meritocratici.
4. Denunce, archiviazioni e fronti investigativi
Le anomalie segnalate non sono rimaste solo su carta:
- Nel gennaio 2020, Bartolo Consolo, ex presidente della LEN (Lega Europea del Nuoto), ha presentato un dossier con dettagli su appalti e consulenze sospette. lespresso.it
- La LEN ha archiviato il caso in tempi rapidi, definendo le accuse “infondate”. lespresso.it
- In Italia, il procedimento disciplinare federale è arrivato sul tavolo del procuratore federale della FIN, Alessandro Sammarco, con la possibilità di un’istruttoria interna. lespresso.it
- In Svizzera, l’indagine associata alle attività della LEN ha subito sviluppi: la procura di Morges sta esaminando le presunte irregolarità sui contratti e i pagamenti a società considerate “vicine” a Barelli. infosannio
- Il 2022 ha segnato una svolta: la LEN ha deciso di costituirsi parte lesa in un procedimento penale, e le autorità svizzere hanno svolto perquisizioni agli uffici della federazione europea. infosannio
Da parte sua, Barelli ha sempre negato implicazioni personali nelle società coinvolte, sostenendo che gli incarichi affidati erano “marginali” e i controlli regolari. lespresso.it+1
5. Conseguenze e incidenza sul sistema sportivo
Il caso Barelli-Fella solleva questioni fondamentali per la governance dello sport:
- Trasparenza e fiducia pubblica: assegnare fondi pubblici ad aziende riconducibili a figure federali mina la credibilità dell’istituzione.
- Regole più stringenti: serve una normativa che imponga gare realmente competitive e controlli esterni indipendenti.
- Risarcimento reputazionale: lo sport, specie a livello federale, dovrebbe essere al di sopra di sospetti e conflitti, servendo da modello etico nella società.
6. Le versioni dei protagonisti
- Paolo Barelli ha sempre respinto le accuse, descrivendo i rapporti con Fella come legittimi e marginali.
- Mattia Fella ha mantenuto un basso profilo pubblico, affidando gran parte delle risposte alla controparte Barelli.
- La FIN ha sostenuto che è stato svolto un audit interno, riconosciuto anche dalla LEN, che ne avrebbe preso atto. lespresso.it
7. Insegnamenti da una vicenda controversa
Anche se al momento non risultano condanne definitive, il caso Barelli-Fella è una cartina al tornasole del bisogno di riforma nel mondo sportivo. Le relazioni personali, se non filtrate da regole chiare, possono facilmente trasformarsi in conflitti d’interesse.
Per recuperare credibilità, le federazioni devono dotarsi di procedure trasparenti, verifiche indipendenti e una cultura interna che privilegi l’interesse collettivo rispetto ai rapporti personali. Solo così lo sport potrà realmente incarnare quei valori di lealtà, correttezza e rispetto che si pretende da chi lo pratica.
