Meloni sospende lo spiegamento delle truppe e chiede il sostegno degli Stati Uniti. Starmer sottolinea che la garanzia americana è fondamentale per la pace. Scopri di più su questo cambiamento nella politica internazionale.

Ieri sera a Parigi si è tenuto questo vertice d’emergenza con i maggiori capi degli stati dell’Ue, a seguito dell’annuncio di Trump di trattare con la Russia per almeno arrivare a un cessate il fuoco. Ieri sono stato attento ai vari dibattiti che si sono tenuti in vari talk politici e, comunemente a molti, il mio cervello – non so perché – è come se avesse avuto una sorta di memoria selettiva sul ridondante sentire questa sorta di senso di esclusione che l’Europa sta provando assieme alla frase “innalzamento delle spese militari”. Così come spesso ho sentito che i tempi dell’Europa di reazione davanti a casistiche complesse sono molto più “lenti” rispetto agli States – cosa che, purtroppo, dobbiamo ammettere.
In un giro significativo della politica estera italiana, il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di frenare l’invio di truppe in teatri di conflitto internazionali. Questa mossa è stata accompagnata da una richiesta di coinvolgimento degli Stati Uniti, sottolineando l’importanza della collaborazione transatlantica per affrontare le sfide globali. Intanto, il leader del Partito Laburista britannico, Keir Starmer, ha ribadito che la garanzia americana rimane vitale per mantenere la pace a livello mondiale.
Eppure, lungo questi quasi tre anni di guerra, l’opinione pubblica si è sempre più divisa man mano che passavano i mesi senza mai essere ascoltata; motivo per cui, in quasi tutte le nazioni dell’Ue, c’è stato un cambio di passo importante sull’orientamento politico che mira sempre più agli estremi i quali, seppur opposti, hanno in comune l’abbandono al riarmo e un richiamo quasi al protezionismo economico.
Sembra che – ed è orribile dirlo – ci siamo un po’ “abituati” a sentire la quantità enorme di morti ai quali non prestiamo più attenzione perché abbiamo una percezione lontana dei conflitti e, con l’opinione pubblica sempre più sfibrata per altri problemi, l’abbiamo quasi dimenticata. Senza dimenticare coloro che sono finiti nelle famose “liste di proscrizione” per cui molti esperti ci avevano avvisato di come sarebbe andato a finire il conflitto (molto spesso anche con due anni di anticipo).
Ora, però, i veri contendenti – uno soprattutto – gettano le maschere e entrano in gioco per un vero e proprio cambio di passo verso un ipotetico termine di questo dannato conflitto, mentre qualcuno si sente escluso.
La posizione di Meloni e le dichiarazioni di Starmer riflettono un clima di crescente interdipendenza tra le potenze occidentali, dove la cooperazione è vista come essenziale per affrontare le minacce alla sicurezza globale. Questo scenario politico complesso richiede una strategia coordinata e un impegno condiviso per garantire la stabilità internazionale.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/18/vertice-parigi-ue-indipendente/7882888/
