Scopri i dettagli del rapporto tra Barelli, Prime International Consulting e Unipol, e come trasferimenti sospetti e appalti abbiano legato il leader del nuoto italiano a operazioni finanziarie internazionali.

Un ulteriore filo conduttore emerge nei rapporti tra Paolo Barelli e Unipol, che si intreccia con transazioni finanziarie insolite e legami aziendali che attraversano il confine italiano. Secondo i documenti visionati da L’Espresso, l’abitazione situata nel centro di Roma, di proprietà della compagnia controllata dalle Coop, è al centro di un’operazione finanziaria particolare.
Nel mese di ottobre, Barelli ha versato una somma per coprire l’affitto e le spese varie legate all’immobile. Sorprendentemente, pochi giorni dopo, un pagamento di circa 17.500 euro è stato trasferito dalla Prime International Consulting, una società con sede in Florida, direttamente alla moglie del deputato. Il bonifico, corredato da una nota che giustifica l’importo come «saldo consulenza logistica», solleva interrogativi sulla reale natura del trasferimento e sulla destinazione dei fondi.
Prime International Consulting, registrata come Limited Liability Company (LLC) in Florida, è riconducibile a Mattia Fella, un imprenditore di origini umbre noto per i suoi stretti legami con Barelli. Negli anni, Fella ha messo radici a Miami, dove continua a gestire numerosi affari italiani, molti dei quali legati alla Federnuoto. Questa vicenda non è isolata, ma rientra in un quadro più ampio di appalti e contratti che hanno coinvolto la gestione del nuoto italiano.
Negli anni scorsi, la Federnuoto ha affidato a società collegate a Prime International Consulting, come Eurozona, numerosi incarichi per la ricerca di sponsor e l’organizzazione di eventi celebrativi, come i celebri “Galà azzurri meravigliosi”. In questi contesti, i compensi corrisposti a Eurozona e ad altre società affiliate hanno raggiunto cifre rilevanti, contribuendo ad alimentare il dibattito sulla trasparenza e sulla gestione dei fondi all’interno della Federazione.
Il caso evidenzia come, in pochi giorni, transazioni sospette possano far emergere il legame tra operazioni immobiliari e contratti di consulenza, in cui il denaro transita tra società internazionali e conti privati. Barelli, interrogato sui suoi rapporti o su quelli della sua famiglia con Prime International Consulting, ha dichiarato: «Non conosco questa società», una risposta che solleva ulteriori dubbi sul livello di trasparenza e sulla natura dei legami economici in gioco.
Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio, in cui il successo sportivo e gli ingenti investimenti economici nel nuoto italiano sono strettamente connessi a un sistema di appalti e sponsorizzazioni che ha favorito una cerchia ristretta di collaboratori. Le operazioni finanziarie, che spaziano dal pagamento per consulenze logistiche fino ai contratti per l’organizzazione di eventi di rilievo, testimoniano una complessa rete di relazioni che va ben oltre le attività sportive.
In conclusione, il trasferimento di fondi da Prime International Consulting alla moglie di Barelli rappresenta solo uno degli elementi che alimentano il dibattito sulla gestione economica e sulla trasparenza all’interno della Federnuoto. Mentre il nuoto italiano continua a trarre prestigio dai successi sportivi, emergono sempre più questioni legate alla gestione dei contratti e alla possibile presenza di conflitti di interesse, invitando a una riflessione approfondita sul modo in cui il denaro e il potere si intrecciano nel mondo dello sport.
