Martedì 6 maggio 2025, la Russia chiude temporaneamente diversi aeroporti a seguito di massicci attacchi con droni ucraini, a pochi giorni dalle celebrazioni per la vittoria sulla Germania nazista. Leggi gli ultimi sviluppi, le conseguenze e il contesto internazionale.

Nuovo attacco di droni ucraini: aeroporti russi bloccati
Per la seconda notte consecutiva, la capitale russa è stata teatro di un’ondata di attacchi con droni provenienti dall’Ucraina. Secondo le autorità di Mosca, i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto almeno 19 droni mentre si avvicinavano alla città da diverse direzioni. L’operazione ha reso necessario lo stop temporaneo alle operazioni in tutti e quattro i principali aeroporti internazionali di Mosca, oltre a diversi scali regionali, causando disagi e ritardi per migliaia di passeggeri.
Il sindaco di Mosca, Sergej Sobyanin, ha confermato via Telegram che i detriti dei droni abbattuti sono caduti su alcune delle principali autostrade di accesso alla città, senza però provocare feriti o danni rilevanti alle infrastrutture residenziali. “La situazione è sotto controllo, ma la vigilanza resta massima”, ha dichiarato Sobyanin.
Le reazioni e il contesto internazionale
L’attacco arriva a soli tre giorni dalle celebrazioni per il Giorno della Vittoria, che il 9 maggio commemora la sconfitta della Germania nazista nel 1945. La ricorrenza rappresenta una delle festività più sentite in Russia e, quest’anno, si prevede la presenza di numerosi leader internazionali, tra cui il presidente cinese Xi Jinping, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il leader bielorusso Aleksandr Lukashenko.
Le autorità russe hanno prontamente sospeso i voli come misura precauzionale, mentre il ministero della Difesa ha comunicato che, nella sola notte tra il 5 e il 6 maggio, sono stati intercettati oltre 100 droni ucraini in undici regioni del Paese. La chiusura ha interessato, oltre ai quattro aeroporti della capitale, anche nove scali regionali situati sia nelle zone di confine con l’Ucraina sia in aree più interne.
Le conseguenze sulla sicurezza e sulle rotte aeree europee
Il blocco dei voli ha avuto ripercussioni immediate sulla sicurezza regionale e sulle rotte aeree europee. Diversi voli internazionali sono stati dirottati o cancellati, generando preoccupazione tra i passeggeri e le compagnie aeree. L’incertezza sulle condizioni di sicurezza nei cieli russi ha spinto alcuni Paesi europei a rivedere le rotte di transito, con possibili effetti a catena sul traffico aereo continentale.
La situazione si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Russia e Ucraina, con Kiev che, negli ultimi mesi, ha intensificato l’uso di droni per colpire obiettivi strategici e infrastrutture militari sul territorio russo, in risposta ai bombardamenti notturni e agli attacchi missilistici subiti dalle proprie città.
Le dichiarazioni delle parti e le prospettive
Il governo ucraino non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sugli ultimi attacchi, ma fonti locali hanno sottolineato che le operazioni sono parte di una strategia più ampia per indebolire le capacità militari russe e proteggere la popolazione civile dalle incursioni nemiche. “Non forniremo alcuna garanzia di sicurezza per i partecipanti stranieri alle celebrazioni di Mosca”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “perché non sappiamo cosa possa accadere nei prossimi giorni”.
Dall’altra parte, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una tregua unilaterale di 72 ore, dal 7 al 10 maggio, in coincidenza con le celebrazioni del Giorno della Vittoria. La proposta, tuttavia, è stata respinta da Kiev, che chiede invece un cessate il fuoco più ampio e duraturo, come quello proposto dagli Stati Uniti.
Il bilancio e le prospettive future
Nonostante la portata degli attacchi, le autorità russe hanno riferito solo danni minori e nessuna vittima. Tuttavia, il ripetersi di simili episodi alimenta la preoccupazione per una possibile escalation del conflitto e per la sicurezza delle città russe, soprattutto in vista di eventi di rilevanza internazionale come quello del 9 maggio.
La situazione resta estremamente volatile. Le autorità aeroportuali hanno annunciato la ripresa graduale dei voli nella mattinata del 6 maggio, ma la vigilanza resta alta. L’Europa osserva con attenzione gli sviluppi, temendo nuove ripercussioni sulla stabilità regionale e sulle rotte commerciali e turistiche.
