Un’indagine svizzera è stata aperta sulle presunte irregolarità finanziarie alla LEN (European Swimming League). Il presidente Barelli nega ogni illecito, mentre l’ex presidente Consolo avverte i dirigenti: “Ignorare le accuse è reato”. Leggi tutti i dettagli e le conseguenze per il nuoto europeo.

LEN sotto inchiesta in Svizzera: cosa sta succedendo?
Martedì 6 maggio 2025, la LEN (European Swimming League), la federazione europea del nuoto con sede a Nyon (Svizzera), si trova al centro di una tempesta giudiziaria. Le autorità svizzere, dopo una segnalazione dell’ex presidente e attuale presidente onorario Bartolo Consolo, hanno aperto un fascicolo per indagare su presunte irregolarità finanziarie. Il caso riguarda pagamenti a società sconosciute al Board della federazione e coinvolge anche alcuni membri della dirigenza mondiale FINA.
Bartolo Consolo, avvocato ed ex presidente LEN, ha incontrato gli investigatori della Procura penale del Canton Vaud e ha avvertito i membri del Bureau LEN: “Ignorare le accuse è reato secondo la legge svizzera”. Il tutto è emerso da documenti inviati da Consolo ai vertici LEN lo scorso dicembre e a FINA a marzo, dopo una segnalazione di un whistleblower.
Il ruolo di Mattia Fella emerge chiaramente dalle indagini e dai report giornalistici: la società Eurozona, di cui Fella è il principale beneficiario tramite la holding Prime International Consulting con sede a Miami, risulta tra le aziende che hanno ricevuto pagamenti dalla LEN e dalla federazione italiana per attività di consulenza e ricerca sponsor. In particolare, nel 2016 Eurozona ha ottenuto un contratto per la ricerca di sponsorizzazioni e la gestione dei fornitori, e un anno dopo ha incassato un compenso di 20.000 euro per “assistenza commerciale” legata a un contratto di sponsorizzazione. Inoltre, la stessa società ha percepito una commissione del 20% su un finanziamento erogato da un’azienda pubblica italiana a favore della squadra giovanile di nuoto. Questi intrecci evidenziano una rete di relazioni e interessi che collegano direttamente Fella alle transazioni finanziarie oggetto delle indagini svizzere
Le accuse: pagamenti a società “fantasma” e mancanza di trasparenza
Tra le accuse principali, c’è quella secondo cui Paolo Barelli, presidente LEN e anche vicepresidente FINA, avrebbe tenuto nascosto al Board l’esistenza di alcune società e i relativi pagamenti per consulenze e altri servizi. Barelli ha sempre negato ogni illecito, spiegando che i suoi sforzi e investimenti personali hanno salvato la LEN dalla crisi finanziaria, grazie a sponsor e diritti televisivi. Tuttavia, Consolo ha ricordato che esistono procedure ufficiali per richiedere rimborsi e che la natura di queste società e i pagamenti devono essere chiariti.
Le indagini coinvolgono tre società: Elevan (una società di assicurazione italiana), CIR-AUR (società immobiliare controllata da Barelli) e Eurozona (società di proprietà di Prime International Consulting, con sede in Florida e legami con Mattia Fella, figura legata al nuoto italiano). Queste società avrebbero ricevuto pagamenti per consulenze e servizi logistici tra il 2014 e il 2017, senza che la maggior parte dei membri del Board ne fosse a conoscenza.
Le reazioni e le conseguenze per la LEN e il nuoto europeo
Il caso ha scatenato forti reazioni all’interno della LEN. Sei membri del Bureau hanno difeso Barelli, rifiutando un’indagine indipendente e accusando Consolo di gettare fango sulla federazione. Tuttavia, la Procura svizzera ha deciso di procedere e chiamerà a testimoniare i principali protagonisti, tra cui l’ex direttore LEN Paulo Frischknecht.
La vicenda rischia di danneggiare la credibilità internazionale della LEN e delle federazioni nazionali. Inoltre, la legge svizzera, modificata dopo gli scandali FIFA, prevede sanzioni severe per chi omette di segnalare irregolarità finanziarie. Consolo ha sottolineato: “Non avevo scelta: dovevo segnalare tutto alla Procura. Altrimenti sarei stato perseguibile penalmente”.
Il contesto internazionale e le implicazioni per il nuoto mondiale
La LEN, come molte federazioni internazionali, ha sede in Svizzera e risponde alla legge elvetica. Questo caso si inserisce in un quadro più ampio di scandali finanziari nello sport, che hanno portato la Svizzera a rafforzare le sue leggi contro frode e riciclaggio. Anche la FINA, la federazione mondiale del nuoto, è coinvolta, poiché alcuni dirigenti LEN sono anche membri del Bureau FINA.
L’indagine potrebbe avere ripercussioni anche sulle sponsorizzazioni e sui diritti televisivi, fondamentali per la sopravvivenza economica della LEN e delle federazioni nazionali. Inoltre, la vicenda rischia di influenzare la fiducia degli atleti e degli sponsor nel sistema sportivo europeo.
